“Uno strumento di pianificazione fiscale che produce effetti positivi sia per titolari di partita Iva, imprenditori, professionisti, sia per l’erario, che consente ai commercialisti di concentrare la propria attività prevalentemente sulla produzione del reddito e non già sulla preoccupazione del pagamento delle imposte e, per amministrazione finanziaria, di fare una pianificazione più corretta, una quantificazione più certa delle entrate”. E’ quanto affermato dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio, in apertura del webinar “Il Concordato Preventivo Biennale 2026: nuove adesioni, rinnovi dell’opzione e dichiarazione degli imponibili concordati”, organizzato dalla Fondazione nazionale dei commercialisti, al quale, alla presenza di 3.500 professionisti collegati da tutta Italia, hanno partecipato il Viceministro dell’Economia Maurizio Leo, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone e il Vicepresidente del Consiglio nazionale dei commercialisti con delega alla fiscalità Vincenzo Moretta.
De Nuccio ha sottolineato come, rispetto alla sua prima applicazione, “sono stati introdotti interventi di restyling che migliorano e amplificano l’efficacia dello strumento. Novità che nascono anche da segnalazioni e proposte avanzate dal nostro Consiglio nazionale”. Particolarmente apprezzate dal numero uno dei commercialisti “da un lato le misure che riducono i timori relativi all’impianto sanzionatorio della norma, dall’altro la maggiore flessibilità sulle cause di esclusione, decadenza e cessazione dallo strumento”.
Misure che “lo rendono particolarmente appetibile, in una logica di maggiore serenità per i titolari di partita Iva nel rapporto con l’amministrazione finanziaria”. “In questo percorso – ha aggiunto – nel quale si afferma l’approccio di confronto preventivo e di trasparenza affinché le aziende possano operare in maniera corretta e il fisco possa essere letto come uno strumento di crescita e di evoluzione all’interno del contesto competitivo, i commercialisti assumono sempre più la funzione di garanti della legalità nell’interesse dei cittadini, del Paese e del sistema economico nazionale. Un cambio di paradigma, che punta a superare la contrapposizione tra amministrazione finanziaria e cittadino contribuente, che il Consiglio nazionale ha appoggiato da subito, in una logica di collaborazione istituzionale testimoniata anche dalla presenza a questo nostro webinar del Viceministro Leo e del direttore Carbone”.
Di un “nuovo rapporto che si basa su certezza del diritto, semplificazione, lotta all’evasione, cambio del rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuente” ha parlato anche Maurizio Leo. Sul concordato preventivo biennale, il Viceministro dell’economia ha sottolineato come “grazie allo spettro degli interventi che abbiamo realizzato c’è una determinazione forfettaria che consente al contribuente di valutare con attenzione l’istituto, una grande opportunità che non riguarda solo chi entrerà per la prima volta nel CPB per il periodo 2026-27, ma anche per coloro i quali rinnovano il concordato preventivo biennale, grazie a una serie di misure premiali che devono essere valutate con attenzione dal mondo dei professionisti, a cominciare dai benefici sul visto di conformità”.

“L’agenzia delle entrate non è e non può essere considerata una controparte, ma una pubblica amministrazione al servizio del cittadino e del professionista”, ha affermato il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone, che ha parlato della necessità di un confronto con i commercialisti “reale, trasparente, finalizzato a risolvere i problemi”.
Il numero uno delle Entrate ha rimarcato “l’investimento dell’Agenzia per rendere sempre più fruibile e di più di facile applicazione il CPB”. Un impegno “variegato”, che va dall’adeguamento dei modelli di dichiarazione dei redditi all’implementazione del software per il calcolo delle proposte del CPB e, soprattutto, visto che è di recente emanazione la circolare numero otto dell’Agenzia, la predisposizione di documenti interpretativi che hanno lo scopo primario di semplificarne e chiarirne l’applicazione”. Una circolare che “riassume e supera tutte le precedenti interpretazioni che finora sono state emanate sull’argomento e alla quale i commercialisti possono far riferimento unitamente alla brochure che è stata elaborata recentemente proprio con il Consiglio nazionale dei commercialisti”.
“Il CPB – ha proseguito – non va letto come un’eccezione e dobbiamo anche superare la logica del regime opzionale. Dobbiamo farlo rientrare all’interno delle normali logiche di funzionamento delle dinamiche dichiarative, deve rientrare nella fisiologica narrazione del rapporto tra Agenzia delle Entrate e contribuente”.
Per Carbone l’effetto positivo che deriva dal CPB è certificato dai numeri. “Il primo biennio – ha detto – ha fatto emergere 38 miliardi di imponibile in più rispetto al 2022, pari a una crescita del 20%. E siamo convinti che nel 2025 il dato aumenterà ancora”.
Di “particolare attenzione” dimostrata negli ultimi anni dall’Agenzia delle Entrate nei confronti dei commercialisti ha parlato il Vicepresidente nazionale della categoria, Vincenzo Moretta.
“Non siamo più solo intermediari – ha affermato – ma abbiamo un ruolo specifico nel portare avanti la nuova filosofia che deve accompagnare il rapporto fisco – contribuente. Una filosofia che caratterizza il concordato preventivo e anche la cooperative compliance: un momento di fiducia e trasparenza nel quale i commercialisti sono una parte essenziale. Credo sia oggi necessario fare un passo in avanti, uscire dalla contrapposizione tra sostenitori e critici del concordato preventivo e concentrarci soprattutto sulla sua concreta utilità. Il CPB è un istituto che ha avuto un percorso certamente complesso. L’esperienza maturata e le modifiche intervenute hanno contribuito a modificarne il quadro: è arrivato il momento di guardarlo con una nuova prospettiva”.
Il webinar è poi proseguito con le relazioni tecniche del coordinatore dell’area fiscalità della Fondazione nazionale dei commercialisti, Pasquale Saggese, e del responsabile dell’ufficio gestione degli indicatori sintetici di affidabilità dell’agenzia delle entrate, Enrico Polella. Le conclusioni sono state affidate al presidente della Fondazione nazionale formazione dei Commercialisti, Maurizio Masini.


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