La rivoluzione digitale sta producendo per i lavori intellettuali lo stesso effetto che la rivoluzione industriale ha avuto sulla mano d’opera operaia

 Così come le macchine industriali modificarono radicalmente e sostituirono progressivamente il lavoro umano nelle attività produttive materiali, gli algoritmi e l’intelligenza artificiale stanno creando macchine capaci di sostituire i professionisti umani nel lavoro intellettuale.

Oggi una nuova generazione di supercomputer è capace di apprendere, di elaborare soluzioni professionali, di migliorare continuamente le proprie performance. Le macchine non hanno orari di lavoro, non hanno malattie, non hanno bisogno di ferie, non hanno famiglia o figli. Le macchine sono iperperformanti. Oggi, in molti ambiti professionali si sta avverando una progressiva sostituzione degli umani con le macchine. Amazon è entrato nel campo professionale dei Dottori commercialisti, alcune software house hanno creato l’avvocato robot, Google sta sperimentando un sistema di diagnosi medica attraverso la lettura delle retine.

Tale cambiamento ha fortemente modificato il rapporto tra professionista e cliente.

Chiunque di noi, uscendo dallo studio medico dopo una accurata visita da parte del professionista di fiducia, corre su Internet a verificare quanto gli è stato diagnosticato. Oggi, tramite Google, tutti siamo diventati competenti nelle più disparate discipline specialistiche. Google offre risposte immediate, illimitate e gratuite, laddove i professionisti umani sono costretti a risposte limitate, non immediate e, almeno si auspica, a fronte di un onorario.

Il cambiamento imposto dalla rivoluzione digitale sta materialmente modificando il lavoro dei professionisti intellettuali, costretti ad interfacciarsi continuamente con macchine e algoritmi fino ad essere diventati dei veri e propri cyborg.

Però, vi è una profonda differenza tra gli umani e le macchine, almeno fino ad oggi. La differenza sta nella libertà di coscienza e nell’etica, che è una peculiarità prettamente umana.

In questo senso gli Ordini professionali, che si caratterizzano per l’adesione a codici deontologici ed etici liberamente determinati, son un elemento di difesa del lavoro intellettuale umano.

Il congresso vedrà confrontarsi Filosofi, Scienziati esperti di intelligenza artificiale e robotica, Sociologi e Futurologi, Economisti e Giuristi, Neuroscienziati ed Esperti di Morale sul futuro delle professioni intellettuali nell’era della rivoluzione digitale, al fine di individuare percorsi di sopravvivenza delle categorie professionali che hanno costituito il pilastro delle conoscenze e delle competenze della società civile e democratica degli ultimi secoli.

Programma

https://www.datacrazia.org/

 

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