Si è svolta presso la sede dell’Ordine dei commercialisti di Bari la prima assemblea dei referenti lavoro e dei componenti delle commissioni lavoro dei sei ordini territoriali della regione Puglia, promosso dai consiglieri nazionali delegati di area, Marina Andreatta e Aldo Campo. L’evento si inserisce nell’ambito delle attività del Dipartimento Lavoro costituito in seno al Consiglio nazionale dei commercialisti.

Quello di Bari è soltanto il primo degli incontri calendarizzati dal Consiglio Nazionale. Sono in corso di convocazione, infatti, le assemblee area lavoro di ciascuna regione, nelle quali i consiglieri delegati illustreranno alcune misure del piano di azione strategica del Consiglio nazionale, finalizzato al riconoscimento e alla valorizzazione professionale degli oltre 24.000 commercialisti ed esperti contabili che hanno scelto di specializzarsi in ambito lavoristico e svolgono con continuità attività di consulenza del lavoro su tutto il territorio italiano.

L’ingente numero di professionisti impegnati in ambito lavoristico è l’odierna riprova del ruolo assunto nel tempo dai commercialisti. Nel corso della riunione, sono stati ripercorsi alcuni passaggi della storia professionale della categoria, rammentando come, fino alla riforma delle professioni avviata nel 2012 e fino all’emanazione del regolamento approvato nel 2014 dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, il tirocinio obbligatorio per l’accesso alla professione di consulente del lavoro poteva essere svolto indifferentemente presso i professionisti iscritti all’ordine dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili. Questo porta a constatare che numerosi professionisti attualmente iscritti all’ordine dei consulenti del lavoro hanno svolto il tirocinio di abilitazione per la professione di consulente del lavoro presso lo studio di un dottore commercialista o di un esperto contabile.

La nuova dimensione dinamica del lavoro, nel rapporto e nel mercato, lascia comprendere come i commercialisti del lavoro siano i professionisti idonei a gestire le odierne complessità. Capaci di presidiare l’intreccio di relazioni tra lavoratori, organizzazioni di impresa, enti strumentali della pubblica amministrazione, soggetti del mercato. È interesse prioritario della categoria, dunque, salvaguardare la posizione dei Commercialisti del lavoro rispetto agli altri intermediari abilitati, evidenziando e rimarcando le competenze possedute, da sempre attribuite per legge alla professione, abbinate alle norme deontologiche che caratterizzano anche questa specifica attività.

Numerosi i temi oggetto di confronto, con particolare attenzione alla pianificazione delle attività di formazione professionale a supporto degli ordini territoriali e alla programmazione delle giornate nazionali di studio dedicate ai Commercialisti del lavoro. La riunione è stata, inoltre, occasione per presentare i contenuti dei protocolli di collaborazione che il CNDCEC ha proposto all’Ispettorato nazionale del lavoro, in attesa di imminente definizione.

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