di Elbano de Nuccio, Presidente CNDCEC, e Rosa D’Angiolella, Presidente Cnpo CNDCEC

 

La Giornata internazionale della donna, che si celebra l’8 marzo, ci conduce ad una riflessione che non deve essere retorica, ma volta a rafforzare ulteriormente il nostro impegno a favore della piena tutela dei diritti, della giustizia e dell’uguaglianza di tutte le donne, con particolare attenzione alle professioniste della categoria.

Il Comitato Nazionale Pari Opportunità e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, attraverso un costante lavoro di sensibilizzazione e promozione della partecipazione femminile alla vita istituzionale, si impegnano a rafforzare nella nostra comunità la consapevolezza del valore dell’impegno delle iscritte nei processi decisionali della categoria così come nella quotidianità della vita professionale.

È molto incoraggiante il dato emerso dal recente rinnovo dei vertici dei nostri organismi territoriali, con un aumento molto significativo di colleghe alla guida di quelle realtà. Da loro verranno un contributo importante di impegno e competenza e un arricchimento per la vita della nostra comunità. Altrettanto arricchente è anche il contributo che arriva tutti i giorni dalle colleghe che, in numero anch’esso crescente, svolgono la propria attività negli studi professionali di tutta Italia.

Accrescere l’inclusività, dare sempre più spazio al punto di vista delle donne, alle loro esigenze, alle loro richieste, alle loro proposte restano i pilastri dell’azione del Comitato Pari opportunità. Una scelta politica chiara, sostenuta da un impegno che sempre più dovrà tradursi in decisioni operative e in un autentico cambio di passo culturale.

Il Consiglio Nazionale ha già riconosciuto alle professioniste uno spazio reale e ha valorizzato con continuità le loro competenze, ma per una piena cittadinanza delle donne nella nostra categoria c’è ancora da lavorare.

Restano necessari interventi mirati a ridurre il gender pay gap, che permane significativo, e a favorire una più equilibrata conciliazione tra vita professionale e vita familiare, contrastando la care penalty, ovvero la perdita di reddito e di opportunità lavorative che colpisce soprattutto le donne impegnate nella cura dei familiari.

Quanto sta accadendo nella nostra categoria rappresenta comunque un segnale incoraggiante. È la dimostrazione che il cambiamento è possibile quando è sostenuto da visione, volontà e azione.

Il Comitato Pari Opportunità e il Consiglio Nazionale continueranno a lavorare in questa direzione, con l’obiettivo di costruire una professione sempre più equa, inclusiva e rappresentativa.

 

 

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