In occasione della Giornata internazionale della donna, il Consiglio nazionale dei commercialisti, per il tramite del suo Comitato Pari Opportunità e delle tre Commissioni istituite in seno all’area “Politiche giovanili e di genere”, vuole ricordare l’importante ruolo svolto dalle professioniste nella società ed auspica una completa parità di genere a partire da un uso non discriminatorio del linguaggio.

Ci sono mestieri da sempre declinati al femminile e professioni che trovano più resistenza al cambiamento. Si tratta soprattutto di termini relativi ad una serie di titoli professionali e ruoli istituzionali rivestiti dalle donne. A causare resistenza alla declinazione al maschile è sovente una motivazione linguistica, come la presunta bruttezza fonetica delle nuove forme, ma anche una ragione di tipo culturale nella convinzione che la declinazione al maschile conferisca un maggior prestigio sociale, professionale, economico o politico.

Fin dalla nascita dell’Albo unico, le iscritte vengono denominate commercialiste. Dal 2008 il loro numero è aumentato costantemente e, ad oggi, esse rappresentano quasi il 40% del totale mentre nella fascia di età under 40 raggiungono la stessa percentuale degli uomini.

Il CPO nazionale continuerà il suo impegno, insieme ai CPO degli Ordini territoriali della categoria, per il raggiungimento di una piena parità di genere nella professione attraverso la diffusione di una cultura non discriminatoria e la realizzazione di iniziative concrete.

 

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