David Moro
“Enti del terzo settore cosa cambia dal 2025 al 2026: bilanci, fiscalità, RUNTS e prospettiva di riforme” è il titolo del convegno di aggiornamento, organizzato dall’ Istituto per il governo societario (IGS), con la collaborazione di SEAC Italia, svoltosi oggi a Roma presso l’Istituto Don Sturzo.
L’evento, moderato da Luciano Olivieri, Dottore Commercialista componente del Consiglio Direttivo e del Comitato Scientifico dell’Istituto per il Governo Societario, è stato aperto dai saluti di Adolfo de Rienzi, Presidente dell’Istituto per il Governo Societario e dall’intervento di Antonio Giordano, Area Manager di SEAC ITALIA.
A seguire diverse relazioni hanno fornito l’opportunità di approfondire i temi al centro del convegno. Di “Nuove regole per bilanci e rendiconti degli ETS” si è occupata Monica Peta, Dottore Commercialista, Vicepresidente dell’Istituto per il Governo Societario e componente del Comitato Scientifico, mentre Guglielmo Rocco, Componente del consiglio Nazionale di Notariato e del Consiglio Direttivo dell’Istituto per il Governo Societario ha parlato delle “Nuove regole di funzionamento e le prospettive di evoluzione normativa del Terzo Settore”. I “Requisiti soggettivi e oggettivi per la qualifica di ETS: i chiarimenti dell’AdE” sono stati al centro della relazione di Gabriele Sepio, Avvocato, componente del Comitato Scientifico dell’Istituto per il Governo Societario mentre su “La raccolta Fondi: aspetti contabili e fiscali” si è soffermato Pasquale Della Corte, Dottore Commercialista, Sindaco Unico Dell’istituto per il Governo Societario, componente del Comitato Scientifico.
L’INTERVENTO DI DAVID MORO
All’evento ha partecipato anche il Consigliere e tesoriere nazionale dei commercialisti, delegato alla materia, David Moro. “La relazione dell’organo di controllo al bilancio: le nuove Linee Guida del Consiglio nazionale dei commercialisti” è stato il titolo del suo intervento. “Parlare della relazione dell’organo di controllo al bilancio degli enti del Terzo settore – ha detto – significa parlare di un presidio essenziale: non solo di regolarità contabile, ma di fiducia, trasparenza e buona amministrazione”. Moro ha sostenuto come nel Terzo settore “la fiducia è una risorsa fragile. La cattiva gestione di un singolo ente può produrre danni che vanno oltre l’ente stesso: può indebolire la credibilità del sistema, dei volontari, dei donatori, delle pubbliche amministrazioni e di tutti coloro che riconoscono negli ETS un’infrastruttura sociale del Paese. Per questo i controlli professionali non devono essere letti come un appesantimento formale. Devono essere considerati uno strumento di prevenzione, di accompagnamento e di responsabilità. Il loro compito è verificare che i rischi gestionali restino entro una soglia ragionevole e che l’azione dell’ente rimanga coerente con la missione istituzionale dichiarata”.
“Le nuove Norme di comportamento – ha spiegato – segnano un passaggio importante: dal controllo inteso come verifica prevalentemente contabile al controllo inteso come presidio di governance. L’organo di controllo non è chiamato soltanto a verificare se il bilancio sia stato redatto correttamente. È chiamato a valutare se il sistema di governo dell’ente sia coerente con la missione, con i principi del Codice del Terzo settore e con gli obblighi di trasparenza e responsabilità che caratterizzano gli ETS”.
In questa prospettiva, secondo l’esponete dei commercialisti “la relazione annuale assume un significato che va oltre il semplice adempimento formale. Diventa il documento attraverso il quale il professionista rende conto del proprio operato, documenta il percorso di vigilanza svolto durante l’esercizio e contribuisce ad accrescere la fiducia degli stakeholder nella governance dell’ente. Questa è probabilmente la principale eredità delle nuove Norme di comportamento del Consiglio Nazionale: avere trasformato la relazione dell’organo di controllo da un allegato al bilancio a uno strumento di accountability e di buona governance, pienamente coerente con la funzione sociale che il Terzo settore è chiamato oggi a svolgere”.
In conclusione del suo intervento, Moro si è soffermato sul ruolo del Consiglio nazionale in questo ambito. “Intendiamo continuare a partecipare in modo attivo al processo normativo e applicativo: attraverso il confronto con il Ministero, la partecipazione ai tavoli tecnici, la segnalazione dei dubbi interpretativi che emergono dalla prassi professionale e la pubblicazione di documenti di supporto per gli iscritti”, ha affermato.
“Le sfide aperte – ha ricordato – sono ancora molte: la definizione dello status fiscale degli enti, la concreta applicazione della nuova fiscalità, la semplificazione degli adempimenti, il coordinamento tra controlli interni e controlli pubblici, la qualità dell’informativa di bilancio e la corretta rappresentazione dell’impatto sociale. In tutte queste aree il commercialista può offrire un contributo decisivo. Non solo perché conosce le regole contabili e fiscali, ma perché può aiutare gli enti a tradurre quelle regole in assetti amministrativi sostenibili, in processi ordinati e in decisioni consapevoli”.


fisco
Terzo settore, concluso a Napoli il roadshow sul nuovo assetto fiscaleNel capoluogo campano l’ultima tappa del ciclo di eventi organizzato da Agenzia delle Entrate e Università Pontificia Salesiana con il sostegno, tra gli altri, del Consiglio nazionale dei commercialisti

CNDCEC
Commercialisti: nominati i vertici delle due Fondazioni nazionaliAntonio Tuccillo confermato alla guida dell’ente che si occupa di ricerca, Maurizio Masini alla guida di quello che si occupa di formazione

fisco
A Milano nuova tappa del Roadshow sul terzo settoreMarcarini: “Servono norme chiare, soprattutto in ambito fiscale, e strumenti tecnici che risultino chiari e condivisi da tutti gli stakeholder”. Moro: “Il Consiglio nazionale sempre più impegnato in questo ambito”