Una partenza ben oltre le aspettative, sintomatica del momento di grande difficoltà che il Paese sta vivendo. Del resto l’avvio di una micro attività è troppo spesso l’unica alternativa alla disoccupazione, ma senza accesso al credito difficilmente può realizzarsi. Così come occorre l’aiuto di un commercialista che sappia guidare un qualsiasi soggetto che aspira al prestito a districarsi nel ginepraio di norme e regole.
Ma di cosa si tratta nel dettaglio? L’operazione nasce con lo scopo di favorire l’erogazione dei finanziamenti da parte degli istituti di credito ai lavoratori autonomi, professionisti e non, microimprenditori o aspiranti tali che, non avendo i requisiti per l’accesso ai tradizionali prestiti bancari, possono in questo modo ottenere fino a 25mila euro (aumentabili a certe condizioni a 35mila) da restituire in tempi relativamente lunghi, fino a sette anni.
Diversi gli obiettivi, alcuni noti, altri meno annunciati ma ugualmente significativi. Il primo è quello dichiarato nell’iniziativa, e cioè sostenere le iniziative di microimprenditorialità che, vale la pena ricordarlo, possono partire anche da un professionista iscritto all’albo (a patto che non lo sia da oltre cinque anni); il secondo è che il progetto rappresenta una indubbia chance di lavoro in più per i commercialisti che, per attitudine e competenze, sono il naturale riferimento di chiunque voglia intraprendere un cammino verso l’imprenditorialità. Più prestiti saranno erogati e più commercialisti lavoreranno al progetto che c’è dietro. Non poco in questo momento di crisi economica. Del resto, fermo restando l’iter di natura burocratica richiesto, per accedere al fondo di garanzia è indispensabile che il progetto rispetti determinati parametri reddituali e finanziari, che in sostanza risulti idoneo e supportato da un piano economico-finanziario (business plan), con tanto di indici ed indicatori, che gli aspiranti al prestito quasi mai sono in grado di realizzare in maniera autonoma. Un sostegno che diventa ancora più importante data l’esiguità dei finanziamenti che riduce le possibilità di rientrare tra i fortunati vincitori della lotteria. I fondi disponibili infatti sono pochi, ma l’interesse manifestato dai potenziali interessati è stato ancora più massiccio delle aspettative. La presenza di un commercialista quindi può realmente fare la differenza.
In questo contesto, spiega Antonio Repaci, consigliere dei commercialisti delegato alla materia, “la professionalità del commercialista può avere un ruolo fondamentale. Non bisogna infatti dimenticare che questa figura può garantire, con le giuste conoscenze e competenze, un efficace affiancamento al soggetto imprenditore o alla società che avesse in animo di partecipare al bando per i fondi messi a disposizione per il microcredito. Il tutto sia in fase preventiva, ossia pre-valutativa del progetto da presentare, sia nella fase preparatoria, che comporta la compilazione della modulistica e – ancor più importante – la redazione di un business plan per un’analisi accurata sulla realizzabilità reddituale e finanziaria del progetto.
Si sa, prosegue ancora Repaci, “spesso chi è intenzionato ad accedere al fondo non possiede molte di quelle conoscenze economico-aziendalistiche e quelle competenze di natura pratico-applicativa per poter predisporre ed inviare la domanda per l’accesso al credito in modo autonomo”.

Destinatari e finalità
Ma chi può usufruire dell’iniziativa? I soggetti beneficiari individuati sono costituiti da lavoratori autonomi titolari di partita Iva da meno di cinque anni e con un numero massimo di dipendenti pari a 5; le imprese individuali titolari di partita Iva da meno di cinque anni e con un numero massimo di dipendenti pari a 5; le società di persone, società a responsabilità limitata semplificata o società cooperative titolari di partita Iva da meno di cinque anni e con un numero di dipendenti non soci non superiore alle 10 unità. La concessione di finanziamenti su cui attivare la garanzia è finalizzata a diverse operazioni: dall’acquisto di beni o di servizi strumentali all’attività svolta, compreso il pagamento dei canoni di operazioni di leasing e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative, alla retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori, fino al pagamento di corsi di formazione volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del lavoratore autonomo, dell’imprenditore e dei relativi dipendenti (i finanziamenti concessi alle società di persone e alle società cooperative possono essere destinati anche alla partecipazione a corsi di formazione da parte dei soci). I finanziamenti non sono assistiti da garanzie reali e non possono eccedere il limite di 25mila euro per ciascun beneficiario. Il limite può essere incrementato di ulteriori 10mila euro per alcuni casi particolari e comunque la durata massima del finanziamento ammissibile alla garanzia del fondo non può essere superiore a sette anni.

Come accedere
I soggetti beneficiari, per richiedere la prenotazione, dovranno prima iscriversi al sito internet del Fondo: www.fondidigaranzia.it, nell’apposita sezione microcredito. Per l’iscrizione verranno richiesti i dati (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo email e numero di telefono della persona da registrare) a seguito dei quali, con le credenziali rilasciate, sarà possibile entrare nel sistema telematico per effettuare la prenotazione della garanzia. Dopo la presentazione della richiesta di prenotazione, il sistema informativo del Fondo attribuisce automaticamente un codice identificativo e produce la ricevuta dell’avvenuta prenotazione delle risorse che il soggetto beneficiario finale deve indicare al soggetto finanziatore al quale intende richiedere il finanziamento. La prenotazione resta valida per i cinque giorni lavorativi successivi alla data del suo inserimento nel sistema informativo del Fondo. Entro questo termine la prenotazione deve essere confermata, pena la decadenza, dal soggetto finanziatore prescelto tramite il portale Fondo di Garanzia, attestando di aver ricevuto dal soggetto beneficiario finale la formale richiesta di finanziamento. Questo, quindi, è già un primo step che il soggetto beneficiario è chiamato a superare: trovare un istituto bancario disposto a procedere con l’operazione. In caso positivo, il soggetto beneficiario dovrà subito accedere alla sezione microcredito del sito del Fondo, utilizzando, oltre alle credenziali di accesso rilasciate dal gestore in sede di abilitazione a operare, il predetto codice identificativo di prenotazione dei fondi. La prenotazione conserverà la sua validità per i 60 giorni successivi alla data della conferma. A questo punto è fondamentale il ruolo del commercialista.

Il ruolo del professionista
Un ruolo fondamentale è quello del professionista che assisterà l’impresa o il lavoratore autonomo nello studio di fattibilità del progetto di avvio o sviluppo dell’attività e nella fase di presentazione dell’istanza sul portale del Mise per l’accesso alle garanzie del fondo per l’apertura di credito. Il professionista, inoltre, avvierà quanto necessario a livello amministrativo per l’inizio dell’attività (nel caso di neo-imprenditori) e seguirà la regolare erogazione del finanziamento e la realizzazione del piano imprenditoriale presentato.
Competenze non nuove certo, ed elencate nello stesso d.lgs. 139/2005 che, nel capitolo relativo all’oggetto della professione, tra le attività correlate all’amministrazione e gestione delle imprese in tutte le sue sfaccettature (di natura legale e fiscale, a cui si aggiungono le attività di valutazione ed indagine dei bilanci) precisa che il commercialista può svolgere “(..) l’attività di valutazione tecnica dell’iniziativa di impresa e di asseverazione dei business plan per l’accesso a finanziamenti pubblici”. Quindi, spiega ancora Repaci, “la valutazione della fattibilità dei progetti d’impresa rientra pienamente nel core business del commercialista che nel corso del tempo, tra le altre cose, ha affinato l’approccio relazionale con i soggetti che ruotano intorno all’attività di accesso al credito, quali gli istituti finanziari, i confidi, la Camere di commercio, e lo stesso ministero dello Sviluppo economico”.
Ma non finisce qui. Perché l’operazione microcredito ha dei vantaggi anche rispetto al bacino dei potenziali interessati, commercialisti inclusi. Secondo le ricerche statistiche effettuate a partire dai dati comunicati dagli organismi territoriali, gli iscritti all’Albo nazionale di categoria a inizio 2015 erano già oltre 116mila di cui circa 14mila iscritti negli ultimi cinque anni, e quindi, come prevede la norma, potenzialmente interessati in prima persona all’iniziativa.
“Se poi”, precisa ancora il consigliere nazionale, “si aggiunge che le imprese attive, secondo i numeri forniti dal registro delle imprese a fine 2014, ammontano a oltre 5milioni, è facile stimare che quelle assistite dalla categoria in ambito fiscale contabile possano arrivare a circa 3milioni e 800mila. A questo numero che prova la quota di mercato, andrebbero poi aggiunti tutti i lavoratori autonomi, di cui ad oggi non è possibile dare un numero preciso, ma che si attesta comunque su cifre significative”.
Non si può trascurare poi il dato della distribuzione capillare sul territorio propria della professione, che – aggiunge ancora Repaci – “può essere un aiuto per agevolare i potenziali beneficiari, assicurando un più efficace servizio di assistenza a chi richiede l’accesso al microcredito”. Un dato che diventa ancor più interessante se si considera che il 60% dei commercialisti iscritti sono distribuiti soprattutto al Centro e al Sud, in quelle aree, cioè, che risentono maggiormente della congiuntura economica negativa che imperversa sull’intero territorio italiano.
La tipologia di cliente spazia dalla grande e media azienda, alla piccola impresa, al lavoratore autonomo. E anche se la grande e media impresa non sono coinvolte nell’iniziativa del Mise, è pur vero che essa permette al professionista di rafforzare le proprie competenze e conoscenze in ambito amministrativo-gestionale. Per non parlare invece delle pmi, fatte di piccoli commercianti, artigiani o lavoratori autonomi che molto spesso operano senza il supporto di collaboratori o dipendenti, e per i quali il commercialista è una figura indispensabile: colui che in prima battuta viene contattato e coinvolto per qualunque necessità ed urgenza sia in fase di start-up che durante il normale svolgersi della vita d’impresa. Dunque, una nuova iniziava che ben si presta a una valorizzazione della nostra professione, del suo ruolo di raccordo tra cittadini e pubblica amministrazione e tra la società e il mercato.
É anche per questo che per dare la massima diffusione alle opportunità offerte dal fondo di garanzia, il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili e la Banca del Mezzogiorno – Mediocredito centrale hanno firmato a fine maggio un protocollo di intesa. L’accordo prevede l’organizzazione di una serie di eventi formativi gratuiti per i rappresentanti della categoria. L’obiettivo é quello di sensibilizzare i professionisti all’operazione microcredito.

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