Nel primo semestre del 2018 la capitalizzazione delle società di diritto italiano con azioni ammesse alle negoziazioni su mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione italiani è diminuita del 2,9%, di conseguenza il rapporto fra capitalizzazione e PIL è passato dal 34,4% a fine 2017 al 33,2% a fine giugno 2018.

Il numero di società quotate di diritto italiano è salito da 325 a 329 per effetto delle nuove quotazioni, che segnano il +7%, anche considerando i delisting, in calo del -3%.

È quanto emerge dal nuovo bollettino, il tredicesimo, pubblicato dalla Consob, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, relativo alle performance sui mercati azionari italiani nel primo semestre dello scorso anno.

Tra i dati più significativi, quelli del settore finanziario; le banche quotate hanno registrato un calo dell’utile netto del -2,7% dovuto principalmente all’incremento delle imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente, mentre le assicurazioni quotate hanno evidenziato un incremento dell’utile netto addirittura del +118,9% imputabile quasi esclusivamente alla riduzione di costi e oneri.

I dati contabili consolidati delle società non finanziarie quotate invece mostrano, rispetto allo stesso

periodo dell’anno precedente, un significativo aumento dell’utile netto, +31,4%, ascrivibile in gran parte alla riduzione dei costi del personale e degli oneri finanziari.

Nel semestre esaminato dalla Consob, che è l’organo di controllo del mercato finanziario italiano, il controvalore degli scambi di azioni di società quotate italiane su mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione italiani ed esteri è aumentato del 7,1% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Nel primo semestre dello scorso anno si è registrato un incremento del controvalore degli scambi di titoli di Stato italiani del +9,3% sulle piattaforme di negoziazione italiane. Al contempo dal bollettino pubblicato dalla Consob emerge una notevole contrazione del controvalore degli scambi di obbligazioni di emittenti italiani diverse dai titoli di Stato del -22,0%.

Inoltre, nel periodo si è registrato un aumento del controvalore degli scambi di ETF e strumenti finanziari derivati cartolarizzati del +15,6%.

A fine giugno il controvalore degli strumenti finanziari detenuti presso intermediari italiani a fronte della prestazione di servizi di investimento e di gestione del risparmio risultava diminuito del 3,1% rispetto al dato di fine 2017.

La Consob attesta che nel semestre in considerazione si è registrato un calo delle emissioni di nuove obbligazioni da parte di banche italiane rispetto al 2017, riconducibile a una sensibile riduzione delle offerte pubbliche sul mercato nazionale del -40,9%, mentre nello stesso periodo si è registrato un incremento di offerte da parte di privati a investitori istituzionali, cresciuti del +10,7%.

Sono calati anche i volumi di attività relativi alla prestazione di servizi di investimento, sempre nel primo semestre del 2018, con il collocamento di strumenti finanziari in calo del 12,8%, l’esecuzione di ordini scesa del 3,1%, la ricezione e la trasmissione di ordini calata del 13,9%, ad eccezione dei volumi relativi al servizio di negoziazione in conto proprio che hanno fatto registrare un considerevole aumento del +15,9%.

I premi lordi derivanti dal collocamento di prodotti assicurativi a prevalente contenuto finanziario distribuiti in Italia da intermediari italiani hanno fatto registrare un forte calo del -41,7%.

Il prossimo bollettino dell’autorità indipendente è atteso per il prossimo mese di giugno e riguarderà le società quotate e l’intermediazione finanziaria, analizzate per tutto il 2018.

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