Riforma fiscale e difesa del ruolo degli Ordini professionali. Si è incentrato su questi temi l’intervento del presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, a Telefisco 2020 del Sole 24 Ore, svoltosi questa mattina a Milano.
Il numero uno della categoria è intervenuto subito dopo il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, il quale ha annunciato l’intenzione del governo di presentare entro aprile un disegno di legge delega sulla riforma fiscale, per poi approvare i decreti delegati prima della fine del 2020. Un cantiere, quello che si sta dunque aprendo sul fisco, che i commercialisti giudicano ormai indifferibile. “Lo stesso ministro Gualtieri”, ha commentato Miani, “ha detto che il sistema fiscale italiano ormai è diventato insostenibile. E’ evidente che l’Irpef si è completamente snaturata rispetto a quando era stata istituita. Prima le imposte sostitutive e le cedolari hanno escluso alcuni redditi dall’imposta progressiva. Poi i bonus, le varie detrazioni, la flat tax hanno snaturato definitivamente tutta la progressività”.
Miani ha sottolineato come oggi l’Irpef sia ormai un’imposta che non colpisce più le persone fisiche in modo uniforme a parità di reddito. “La progressività”, ha spiegato, “funziona solo dai 55mila euro di reddito lordo in su, ossia solo per il 5% dei contribuenti. Nel restante 95% dei casi varia a seconda dell’attività che il soggetto svolge. Differenzia i lavoratori dipendenti, che sono privilegiati rispetto agli altri, in particolare ai pensionati e ai lavoratori autonomi”. Per Miani è arrivato quindi il momento di mettere mano ad una riforma organica del nostro sistema fiscale. “Diciamo da tempo”, ha ricordato, “che bisogna intervenire principalmente sulle aliquote dei redditi medi, perché le aliquote del 38% e dei 41% sono veramente molto, molto elevate”. La proposta della categoria è quella di estendere l’aliquota del 27% dai 28mila ai 55mila euro, con un costo stimato di circa di 10 miliardi che produrrebbe, secondo i commercialisti, una situazione di maggiore equità fiscale.
Nel corso di Telefisco si è parlato anche di lotta all’evasione e del decreto legislativo che introduce la segnalazione di operazioni fiscali transfrontaliere sospette. Un nuovo adempimento per i professionisti, “un problema che inizia a diventare veramente serio”, ha commentato Miani.
“Quel decreto – ha aggiunto – ci consente di fare una riflessione più generale sul ruolo degli Ordini professionali. L’ho detto anche in una recente riunione al ministero della Giustizia: gli Ordini sono stati istituiti per garantire la qualità di determinate prestazioni, per garantire diritti previsti dalla costituzione, come quello alla difesa e alla salute, e per garantire la tutela della legalità. Se si ritiene che i professionisti iscritti agli Ordini debbano svolgere queste funzioni, bisogna attribuirgliele e distinguerle da quelle degli altri soggetti”. Se invece queste stesse funzioni si attribuiscono indiscriminatamente a tutti, è il ragionamento di Miani, “gli iscritti agli Ordini professionali finiscono per essere esclusivamente penalizzati da tutta una serie di obblighi e sanzioni veramente pesanti e non sono in concorrenza con altri soggetti, rispetto ai quali sono evidentemente svantaggiati”. A questo tema si aggiunge quello della costituzione per determinate funzioni di diversi albi esterni al mondo degli Ordini. “Si ha l’impressione che si voglia svuotare il sistema ordinistico”, ha commentato Miani, concludendo che su questo tema “è arrivato il momento di aprire un dibattito franco”.
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