De Tavonatti e Moro con al centro Maria Carla De Cesari (Il Sole 24 Ore)

Per le società di persone serve una riforma che introduca correttivi volti a facilitare trasparenza delle informazioni, anche contabili, e forme di rendicontazione semplificata che possano essere utili anche nella prospettiva della loro finanziabilità. E’ la principale indicazione emersa dal Convegno “Le società di persone: prospettive di riforma per trasparenza e finaziabilità” organizzato dal Consiglio nazionale dei commercialisti, svoltosi oggi a Roma, al quale hanno preso parte studiosi della materia e il presidente del Consiglio nazionale del Notariato, Giulio Biino.

“Nonostante negli ultimi anni si sia registrato un calo delle società semplici neocostituite a favore di un aumento delle società di capitali – ha affermato il Consigliere nazionale dei commercialisti con delega al diritto societario David Moro -, si tratta ancora di un fenomeno di una certa importanza, con circa 700mila società di persone attive che rappresentano l’11% degli addetti totali occupati nelle imprese italiane. La duttilità e l’agilità di funzionamento e i minori costi amministrativi sono stati fin dalle origini caratteristici delle società di persone, aspetti assolutamente da apprezzare, confermare e valorizzare. Ma il tempo passa e le più recenti riforme in un’economia in continua evoluzione come quella attuale manifestano che queste tipologie societarie e la disciplina che le regolamenta necessitano di un intervento di riforma modernizzatrice che possa farne modelli competitivi nel sistema produttivo italiano”.

“Molte delle vigenti disposizioni sulle società di persone – ha aggiunto Moro – sono difficilmente compatibili con recenti riforme che hanno interessato l’impresa in generale come, ad esempio, potrebbe avvenire con riferimento alla disposizione sugli assetti organizzativi introdotti nel 2019 con il Codice della crisi. Non rari sono i casi in cui si ravvisano disallineamenti con altre normative come avviene nel caso della ammissibilità della contabilità semplificata, prevista in ambito fiscale, ma non in quello civilistico, con il concreto rischio per gli amministratori di imbattersi nei reati di bancarotta semplice. Tale forma di contabilità, inoltre, non contemplando le informazioni richieste dalle direttive Eba, per i finanziamenti bancari alle imprese, rischia concretamente di rendere non finanziabili snc e sas di piccole dimensioni”. “La disciplina delle società di persone – ha concluso – presenta voragini sistematiche di un certo impatto: dall’assenza di una disciplina della costituzione di vincoli sulle quote di partecipazione alle regole del recesso che non contemplano cause legali; dalle regole sulla liquidazione della società a quelle sulle decisioni; dalla disciplina della liquidazione giudiziale poco mutata dal 1942 all’assenza di puntuali regole sulla trasformazione eterogenea. Tutto ciò dimostra la necessità di intervenire con una riforma che attualizzi il sistema normativo vigente”.

Concetti condivisi nel suo intervento di saluto anche dal Vicepresidente del Consiglio nazionale della categoria, Michele de Tavonatti, il quale ha annunciato la volontà della categoria di lavorare ad una proposta organica di riforma per la quale “sarà importante il confronto e la condivisione di idee con diversi stakeholder quali imprese, banche e altri Ordini professionali”.

Per Giulio Biino, presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, “il convegno di oggi risponde in modo affermativo alla domanda: abbiamo ancora bisogno delle società di persone? Se sì è tuttavia indubbio che debbono essere riportate al passo con i tempi. Non dimentichiamo che negli ultimi dieci anni sono calate numericamente in misura superiore al 20%. Riformarle, aggiornarle, rinfrescarle allora deve significare mantenerne la snellezza, ma sempre nell’imprescindibile rispetto della legalità e dei relativi controlli, della certezza del diritto e dell’affidabilità dei pubblici registri”.

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