Un tavolo di confronto tra Consiglio nazionale dei commercialisti, Amministrazione finanziaria e Ministero dell’Economia e delle Finanze è al lavoro sulle ipotesi di una semplificazione della dichiarazione fiscale e di spostamento a settembre di tutte le scadenze di agosto. Lo ha annunciato il numero uno della categoria professionale, Elbano de Nuccio, nel corso del suo intervento a Speciale Telefisco, il tradizionale evento organizzato dal Sole 24 Ore.
De Nuccio ha affermato che “c’è una convergenza sulla necessità di riattribuire alla dichiarazione fiscale la sua effettiva natura”. “In questi anni – ha spiegato – abbiamo assistito ad un suo snaturamento quale strumento per la determinazione della base imponibile e dell’imposta da versare, essendo divenuta un contenitore di una smisurata quantità di informazioni che ne hanno appesantito enormemente la compilazione, provocando anche rischi di errore”.
“Stiamo lavorando sull’ipotesi di uno sdoppiamento della dichiarazione fiscale: la prima, presumibilmente da predisporre entro luglio, prima della pausa estiva, esclusivamente rivolta alla determinazione della base imponibile e dell’imposta, e un’altra, entro fine novembre, che sarà un modello che raccoglierà, con un’importante sforbiciata, le informazioni necessarie alle attività di monitoraggio e controllo di competenza dell’amministrazione finanziaria”.
De Nuccio ha poi illustrato un’altra “importante proposta” avanzata dal Consiglio nazionale dei commercialisti al tavolo di confronto, ossia quella di far slittare a settembre tutte le scadenze del mese di agosto. “Si tratta di una redistribuzione degli incassi che consentirebbe ai commercialisti, come a tutte le altre categorie professionali, di tirare il fiato nel mese di agosto”.
PRESSIONE FISCALE, STP E IRAP
Altri temi affrontati dal Presidente della categoria professionale sono stati la riduzione della pressione fiscale sul ceto medio, il superamento delle penalizzazioni che colpiscono studi associati e società tra professionisti e l’avvio dell’abolizione dell’IRAP per associazioni professionali e società di persone.
De Nuccio ha parlato dell’estensione dell’aliquota Irpef del 33% ai redditi fino a 60 mila euro, rispetto agli attuali 50 mila. Una misura che determinerebbe uno sgravio compreso tra circa 100 e 900 euro per oltre un milione di contribuenti appartenenti al ceto medio e fino a 1.000 euro di minore Irpef per i contribuenti con redditi superiori ai 60 mila euro, con un costo complessivo stimato attorno ai 3 miliardi di euro.
“Occorre trovare le coperture necessarie per alleggerire il carico fiscale sui contribuenti e sostenere la crescita economica”, ha dichiarato.
Il Presidente dei commercialisti ha inoltre chiesto di superare le disparità che oggi penalizzano le aggregazioni professionali rispetto ai professionisti che operano individualmente, sia in materia di regime forfetario sia sul versante IRAP. “L’attuale sistema fiscale rischia di scoraggiare la crescita dimensionale degli studi professionali e, in alcuni casi, di incentivare la frammentazione delle strutture più organizzate”.
De Nuccio ha poi ribadito la necessità di dare attuazione all’obiettivo, previsto dalla delega fiscale, del graduale superamento dell’IRAP, partendo proprio da associazioni professionali e società di persone. “La priorità è individuare le risorse per eliminare un’imposta che continua a gravare su questi soggetti e che rappresenta un elemento di evidente complessità del sistema tributario”.
SEMPLIFICARE LE TAX EXPENDITURES
Riflettori puntati, infine, anche sulla semplificazione delle tax expendtures. “Le oltre 600 tax expenditures oggi vigenti determinano un costo per lo Stato di circa 105 miliardi di euro l’anno. È quindi necessario avviare una vera opera di semplificazione del sistema fiscale, partendo proprio dalla razionalizzazione delle numerose detrazioni e deduzioni stratificatesi nel tempo”, ha affermato.
Secondo de Nuccio, gli interventi normativi degli ultimi anni hanno reso ancora più complesso il quadro dell’Irpef, generando regole di difficile comprensione per i contribuenti. “Oggi convivono diversi meccanismi di limitazione delle detrazioni, che si sovrappongono tra loro e rendono meno trasparente la determinazione dell’imposta effettivamente dovuta. Occorre un sistema più semplice, che garantisca maggiore chiarezza, equità e certezza fiscale“.
Tra le possibili soluzioni, de Nuccio ha indicato la necessità di unificare gli attuali meccanismi di riduzione delle detrazioni e di valutare modelli alternativi basati sull’introduzione di un “budget” di agevolazioni fiscali commisurato al reddito del contribuente. “Si potrebbe prevedere una soglia massima di detrazioni riconoscibili per ciascuna fascia reddituale, preservando però le voci socialmente più rilevanti come le spese mediche, gli interessi sui mutui e i bonus edilizi”.


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