Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “La gestione del capitale circolante come leva strategica nelle dinamiche finanziarie dell’impresa”, realizzato nell’ambito dell’area di delega “Finanza aziendale” del Consigliere Antonio Repaci.
Il documento si inserisce in un contesto in cui, con l’introduzione del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (d.lgs. 14/2019 e successive modifiche), per le imprese è diventata ancor più evidente la necessità di monitorare i flussi finanziari generati dall’attività aziendale. Per questo motivo, i commercialisti si sono soffermati sulle dinamiche finanziarie delle imprese, in particolare di breve termine, focalizzando l’attenzione sui temi della solvibilità e della gestione del capitale circolante netto (CCN).
Il CCN può rappresentare per una realtà aziendale un “impiego” che molto spesso assorbe risorse finanziarie in maniera significativa, a causa di un aumento dei crediti e delle scorte di magazzino e/o delle estinzioni dei debiti a breve. Se ben gestito, invece, la variabile CCN può costituire una leva che favorisce l’interazione tra la gestione economica e quella finanziaria, vale a dire tra il circuito operativo relativo all’acquisto, alla trasformazione e alla vendita e quello monetario, indispensabile per fronteggiare gli impegni finanziari.
Questo è il motivo per cui occorre avviare una serie di indagini, sia a livello direzionale che a livello amministrativo, per poter meglio controllare e analizzare il capitale circolante netto e le sue dinamiche al fine di intercettare qualunque segnale che possa influire sulla solvibilità dell’impresa, scongiurando qualsiasi forma di insolvenza irreversibile.
Dopo una breve disamina sulla portata informativa relativa ai risultati intermedi reddituali quale fonte per la produzione dei flussi finanziari, il documento si sofferma sulle principali voci del capitale circolante netto, delineando tre differenti configurazioni: commerciale, operativo e finanziario.
Allegati


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