“I quattrocento miliardi messi in campo sono sicuramente una cifra molto importante, uno sforzo sul fronte della liquidità che non può che essere apprezzato. Ora bisognerà però vedere se e quando le risorse arriveranno davvero alle aziende. Purtroppo da questo punto di vista l’esperienza fatta con l’erogazione dei fondi stanziati con il “Cura Italia” non è stata positiva. Il nostro auspicio è che l’eccesso di burocrazia che caratterizza il nostro Paese non sia un freno anche in questa circostanza. Le nostre aziende hanno immediato bisogno di ossigeno”.
Lo ha affermato oggi dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, nel corso di una diretta Facebook nella quale ha commentato le bozze del nuovo decreto governativo.
Miani, pur apprezzando l’impianto complessivo degli interventi sulla liquidità da garantire alle imprese, ha però espresso perplessità su tempi e finalizzazione dell’intera operazione. “Se quello per i finanziamenti fino ai 25mila euro sembra un meccanismo abbastanza semplice – ha spiegato – per tutto il resto, dove la garanzia dello Stato non è al 100% e sono previste istruttorie da parte delle banche, siamo un po’ perplessi sui tempi e anche sulla finalizzazione di questi finanziamenti. Sui tempi in primis, perché comunque ci sarà l’intero mondo delle imprese che si rivolgerà alle banche per avere liquidità e quindi l’evasione delle pratiche sarà presumibilmente lunga e difficile. Lasciano perplessi anche i termini per la restituzione: due anni per il preammortamento e sei anni per la restituzione sono probabilmente troppo poco. Alla fine quest’anno viene concesso tutto, ma poi i debiti andranno comunque rimborsati e contestualmente molti saranno chiamati a ricapitalizzare: non sarà affatto una cosa semplice”.
Miani ho poi sottolineato il ruolo che avranno i commercialisti in questa fase. “Essendoci dalle istruttorie da predisporre – ha detto – il lavoro che dovremo svolgere per assistere i nostri clienti nella presentazione della documentazione alle banche sarà determinante anche in questo caso. Ora servono procedure semplificate”.


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