L’intervento diretto dello Stato a sostegno delle imprese e l’operatività del Fondo di garanzia per le PMI sono stati i temi al centro del webinar “Fondo di garanzia – MCC. Sviluppo e prospettive” organizzato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale di Ricerca dei commercialisti, seguito da oltre 400 iscritti all’Albo.
L’evento, che si è svolto presso la sede del CNDCEC, ha posto l’attenzione su un tema di grande attualità per le piccole e medie imprese italiane in un contesto socioeconomico caratterizzato, ormai da diversi anni e per cause differenti, da elevata incertezza.
Nel corso dell’incontro, che ha analizzato il quadro normativo di riferimento e i risultati conseguiti, specifica attenzione è stata dedicata al trattamento del credito privilegiato pubblico nell’ambito delle vicende attinenti alla crisi d’impresa. In particolare, oggetto del dibattito è stata la normativa di rango primario integrata dalle disposizioni operative del Fondo di garanzia, per le quali è previsto un prossimo aggiornamento. L’esame dei protocolli proposti dal Fondo di garanzia ha consentito di focalizzare i percorsi i praticabili alternativi alla escussione della garanzia pubblica, con particolare riferimento alla conclusione degli accordi transattivi.
L’evento, moderato dal Coordinatore scientifico dell’Osservatorio Internazionalizzazione del CNDCEC Michele Locuratolo, si è aperto con i saluti istituzionali di Antonio Repaci, Consigliere nazionale dei commercialisti delegato a “Finanza aziendale” e “Gestione della crisi d’impresa e procedure concorsuali”; Antonio Tuccillo, Presidente FNC Ricerca; Pasquale D’Alessandro, Direzione generale della Politica regionale e urbana della Commissione europea.
“Il tema affrontato oggi riveste una particolare rilevanza per il sistema economico nazionale. Il Fondo di garanzia per le PMI, infatti, rappresenta uno degli strumenti più significativi attraverso cui le istituzioni sostengono la crescita delle imprese, favorendone l’accesso al credito e accompagnandone i processi di investimento, innovazione e sviluppo – ha affermato il Consigliere Antonio Repaci –. L’intervento dei commercialisti è prezioso anche per favorire l’accesso al Fondo sia per le start up sia per le società più strutturate. Per questo motivo, il Consiglio Nazionale continuerà a sostenere tutte le iniziative volte a favorire tra gli iscritti una maggiore conoscenza degli strumenti finanziari disponibili, a rafforzare il dialogo e a creare sinergie tra professioni, imprese e istituzioni”.
I risultati conseguiti nel 2025 confermano la capacità del Fondo di mobilitare ingenti risorse a favore dell’economia reale, rafforzando il rapporto tra imprese e sistema creditizio. Secondo il Report annuale pubblicato da Mediocredito Centrale, le domande accolte sono state 247.808, con finanziamenti attivati per oltre 45,7 miliardi di euro e garanzie deliberate per circa 31,7 miliardi di euro. Rispetto al 2024 si registra una crescita dell’8,3% nel numero delle operazioni, del 7,9% nei finanziamenti attivati e del 6,5% negli importi garantiti.
Anche i dati disponibili per il primo trimestre del 2026 evidenziano un utilizzo particolarmente rilevante dello strumento. Nei primi tre mesi dell’anno sono state accolte 60.536 domande, per un volume di finanziamenti superiore a 10,8 miliardi di euro e importi garantiti pari a circa 7,7 miliardi di euro.
“L’evento ha inteso evidenziare l’importante ruolo svolto dal Fondo di garanzia per il sostengo e la crescita delle PMI. Grazie alla partecipazione degli esperti del MIMIT e del Mediocredito Centrale, dei rappresentanti della professione e della magistratura, si è avuta l’opportunità di inquadrare sistematicamente gli istituti e le modalità di funzionamento del Fondo. Sono state ben chiarite le implicazioni che possono nascere quando l’impresa entra in crisi, spiegando il trattamento che i finanziamenti assistiti dalla garanzia pubblica possono avere negli istituti della crisi d’impresa, sia nella fase precedente all’escussione della garanzia sia nella fase successiva all’escussione della medesima – ha evidenziato il Presidente Antonio Tuccillo -. Da ultimo, si è focalizzata l’attenzione su possibili proposte di modifica normativa tramite cui consentire una partecipazione proattiva e collaborativa di MCC alle trattative e superare molteplici criticità applicative quando, a seguito dell’escussione della garanzia, MCC si sostituisce al creditore originario e avvia il recupero tramite l’Agenzia delle Entrate – Riscossione, che emette carte esattoriali nei confronti dell’impresa debitrice e degli eventuali fideiussori persone fisiche”.
Nel corso del webinar sono intervenuti per il MIMIT Antonio Cuoco, Dirigente Divisione V, sull’accesso al credito e sugli interventi in capitale di rischio”; Federica Buoncristiani, Funzionario Divisione III, sulla riserva speciale del Fondo di garanzia PN RIC 2021-2027”.
Successivamente hanno preso la parola gli esponenti del Mediocredito Centrale: Pierpaolo Brunozzi sull’operatività del Fondo di Garanzia per le PMI nel 2026, che ha analizzato i risultati conseguiti nel 2025; Valerio Barbaresi sul ruolo del servizio di assistenza per beneficiari e richiedenti; Giulia Aliberti sulla procedura di escussione della garanzia e sulle modalità di liquidazione; Roberto Antonio Capostagno sulla disciplina degli accordi transattivi pre-liquidazione e sul meccanismo di surroga del Fondo di garanzia.
Per i commercialisti sono intervenuti Cristina Bauco, Coordinatrice area giuridica della FNC Ricerca sui crediti MCC e sugli istituti del Codice della crisi; Marcello Pollio, Presidente della Commissione “Crisi e risanamento d’impresa” del CNDCEC, sulla degradazione del credito tra aspettative e confronto con la liquidazione giudiziale; Alessandro Silvestrini, già componente della Commissione Rordorf, sull’insinuazione al passivo del credito garantito: l’orientamento della Corte Suprema e le incertezze applicative.


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