“Il Revisore della sostenibilità, requisiti e obblighi della nuova figura professionale” è il titolo del n. 10 dell’IRS (Informativa Reporting di Sostenibilità) del Consiglio nazionale dei commercialisti realizzata nell’ambito dell’area di delega del consigliere Gian Luca Galletti e della commissione Reporting di Sostenibilità di cui è presidente Angeloantonio Russo, il quale è anche autore di questo numero assieme a Monica Peta.
Il decreto legislativo del 6 settembre 2024, n. 125 ha recepito in Italia l’obbligo di rendicontazione di sostenibilità della Direttiva (UE) 2022/2464 Corporate Sustainability Reporting Directive, CSRD, introducendo la nuova figura del Revisore di sostenibilità. A differenza del passato, la nuova normativa introduce l’obbligo di conformità di rendicontazione agli European Sustainability Reporting Standards, ESRS, ampliando le responsabilità degli organi di amministrazione, direzione e controllo. Il revisore della sostenibilità rappresenta un’opportunità professionale seppure subordinata all’acquisizione di competenze specifiche in ordine proprio alle aggiunte responsabilità.
Nel documento si delineano i tratti salienti che caratterizzano la figura del revisore della sostenibilità, con la finalità di agevolare la comprensione delle funzioni e delle responsabilità in generale del revisore legale, nonché quelle specifiche legate all’identificazione e valutazione del rischio di errori significativi della rendicontazione di sostenibilità mediante la comprensione dell’impresa, del contesto in cui opera, incluso il Sistema di Controllo Interno (SCI) integrato con la gestione del “rischio di sostenibilità”.
Allegati


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Prorogare a fine anno il termine per la certificazione del TCF da parte dei richiedenti l’ammissione nel 2024/2025De Nuccio: “Lo slittamento del termine del 30 settembre è funzionale per consentire ai professionisti di predisporre la certificazione in modo più accurato e coerente con le finalità della riforma”

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Commercialisti: le professioni si rafforzano con il rispetto della legge, non con la rivendicazione di primatiIl Consiglio nazionale della categoria: “Il richiamo all’ambito giuslavoristico non attribuisce nuove competenze, ma riconosce una realtà professionale che accompagna le imprese italiane da oltre ottant’anni”

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Riforma dell’Ordinamento professionale, concluso l’esame degli emendamentiVia libera della Commissione Giustizia della Camera al riconoscimento dell’ambito giuslavoristico tra le attività tipiche della professione e all’aggiornamento dei parametri per la determinazione dei compensi. Stop alla proliferazione di registri ed elenchi esterni. De Nuccio: “Una riforma che guarda al futuro della professione, frutto di un confronto intenso, serio e rispettoso con il Parlamento e il Governo”