I commercialisti che, in seguito al protocollo d’intesa tra il Consiglio nazionale della categoria e il Ministero dell’Interno sullo Sportello Unico per l’Immigrazione, vorranno trasmettere le istanze di nulla osta all’ingresso dei cittadini stranieri e di conversione del permesso di soggiorno non dovranno inoltrare alcuna richiesta alle Prefetture – U.T.G.
L’invio al Prefetto della richiesta delle credenziali di autenticazione per l’accesso al Sistema telematico dello Sportello Unico, infatti, è di esclusiva competenza di ciascun Ordine territoriale che, a tal fine, sarà chiamato a redigere un’apposita lista delle utenze per il rilascio delle credenziali secondo il prototipo allegato al protocollo (mod. 8 del Protocollo).
I singoli iscritti non dovranno quindi inoltrare alcuna comunicazione alle Prefetture – U.T.G., ma limitarsi ad indirizzare al proprio Ordine di appartenenza una specifica richiesta di inserimento del proprio nominativo nella lista delle utenze.
Lo scrive il Consiglio nazionale dei commercialisti agli Ordini territoriali nell’informativa n. 144/2020 – che fa seguito alla n. 118/2020 relativa alla sottoscrizione del Protocollo d’intesa, lo scorso 28 settembre 2020, tra il CNDCEC e il Ministero dell’Interno – per fornire ulteriori indicazioni sulla procedura da seguire per attivare le utenze sul sistema dello Sportello Unico Immigrazione delle Prefetture – U.T.G.
I commercialisti interessati dovranno indirizzare al proprio Ordine il modello di domanda allegato all’informativa del Consiglio nazionale, dichiarando, contestualmente, il rispetto degli obblighi e il possesso dei requisiti prescritti per lo svolgimento delle attività previste dal Protocollo d’intesa. I commercialisti già in possesso dell’identità digitale SPID potranno seguire al link https://nullaostalavoro.dlci.interno.it le indicazioni utili alla registrazione nel portale dedicato per l’inoltro delle istanze di nulla osta.
L’informativa del Consiglio nazionale e gli allegati relativi al Protocollo (contenente il mod. 8 per gli Ordini locali) e al modello di domanda che i singoli professionisti dovranno inviare al proprio Ordine.


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