Il nuovo Codice deontologico dei commercialisti, approvato dal Consiglio nazionale della categoria nella seduta del 21 marzo 2024, è legittimo. Lo ha stabilito la Quinta sezione bis del TAR del Lazio che, con la sentenza n. 13710/2025 pubblicata lo scorso 11 luglio, ha rigettato integralmente il ricorso presentato dall’Associazione nazionale commercialisti.
Il Tar, infatti, ha ritenuto infondate tutte le censure sollevate, confermando la legittimità del processo preliminare di consultazione e formazione del testo, che ha previsto l’ampia partecipazione degli Ordini territoriali e dei singoli iscritti; la correttezza delle disposizioni sui limiti alla pubblicità informativa, in particolare il divieto (relativo) di invio di comunicazioni telematiche non richieste, giustificato da motivi di interesse generale quali la tutela della dignità e del decoro professionale; la compatibilità con i principi di concorrenza e con la direttiva Bolkestein dei divieti relativi all’uso di espressioni denigratorie, all’enfasi pubblicitaria e alla menzione dei nominativi dei clienti; la legittimità delle previsioni in tema di diritto di critica e delle relative sanzioni disciplinari, considerate coerenti con la tutela dell’onorabilità della professione.
“La decisione del TAR – commenta Elbano de Nuccio, Presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti – certifica la piena legittimità dell’operato del Consiglio Nazionale sia sotto il profilo del metodo di elaborazione del nuovo Codice sia in merito al contenuto delle regole deontologiche adottate”.


CNDCEC
Prorogare a fine anno il termine per la certificazione del TCF da parte dei richiedenti l’ammissione nel 2024/2025De Nuccio: “Lo slittamento del termine del 30 settembre è funzionale per consentire ai professionisti di predisporre la certificazione in modo più accurato e coerente con le finalità della riforma”

CNDCEC
Commercialisti: le professioni si rafforzano con il rispetto della legge, non con la rivendicazione di primatiIl Consiglio nazionale della categoria: “Il richiamo all’ambito giuslavoristico non attribuisce nuove competenze, ma riconosce una realtà professionale che accompagna le imprese italiane da oltre ottant’anni”

CNDCEC
Riforma dell’Ordinamento professionale, concluso l’esame degli emendamentiVia libera della Commissione Giustizia della Camera al riconoscimento dell’ambito giuslavoristico tra le attività tipiche della professione e all’aggiornamento dei parametri per la determinazione dei compensi. Stop alla proliferazione di registri ed elenchi esterni. De Nuccio: “Una riforma che guarda al futuro della professione, frutto di un confronto intenso, serio e rispettoso con il Parlamento e il Governo”